L’Australia vieta le corse dei levrieri

L'Australia vieta le corse dei levrieri, al bando da luglio 2017

Le corse dei levrieri, grande passione degli spettatori sportivi e degli scommettitori australiani, saranno messe al bando dal luglio 2017 nello stato del New South Wales (capitale Sydney) e nel territorio della capitale Canberra, dopo la pubblicazione del rapporto di una speciale commissione d’inchiesta che denuncia come il settore abbia partecipato e condonato il massacro di migliaia di cani sani ogni anno e l’uso di esche vive durante sessioni clandestine di addestramento – e conclude che il settore è incapace di riforma.

Dal mercato della carne in Cina al divano di casa in Italia: la storia a lieto fine di King, Prince e Phobe

Dal  mercato della carne in Cina al divano di casa in Italia: la storia a lieto fine di King, Prince e Phobe

Domenica 10 dicembre all’aeroporto Milano Malpensa sono sbarcati tre passeggeri speciali: King, Prince e Phoebe, tre levrieri salvati dal mercato della carne in Cina e giunti nel nostro Paese. King e Prince sono stati salvati da attivisti cinesi mentre in un furgone pieno zeppo di altri cani venivano portati al macello. Phoebe è stata invece allevata in Cina e sfruttata come fattrice fino allo sfinimento. Poi anche lei è stata venduta al mercato della carne. Per trovare il loro «per sempre felici e contenti» hanno dovuto percorrere oltre settemila chilometri, ma ce l’hanno fatta, regalando un incredibile Natale alle famiglie che li hanno accolti nelle loro vite. Pubblichiamo qui di seguito il testo di ringraziamento “a firma” di King

L’importanza della cuccia!

Scritto da S. Traini – ADM Pet Levrieri

La cosa più importante da fare quando il vostro levriero entra per la prima volta in casa vostra è predisporre per lui un luogo tranquillo e sicuro dove possa appartarsi per rilassarsi e dormire. Un posto, in altre parole, che possa vivere come “suo”, come un luogo in cui è possibile ritirarsi dal mondo e dalle persone, da tutto e da tutti, senza che nulla e nessuno lo disturbi e in cui sentirsi, appunto, al sicuro e protetto. Possedere un luogo sicuro è un bisogno fondamentale di ciascun cane, che va conosciuto e rispettato. Questo luogo sicuro coincide normalmente con la cosiddetta cuccia. La cuccia per i cani che vivono in appartamento è di solito un cuscinone, un letto (la cuccia con i bordi), una brandina o un materassino sui quali viene distesa una copertina, un tappetino o un telo. In questo articolo utilizzeremo alternativamente i termini cuccia/cuscinone/letto/brandina per indicare il “luogo sicuro”. 

Solitudine, distacco e ricongiungimento – Alcune regole utili

Scritto da S. Traini – ADM Pet Levrieri  

Questo articolo desidera fornire alcune indicazioni e accorgimenti che possano aiutare gli adottanti ad abituare correttamente e positivamente i loro levrieri a gestire il distacco, la solitudine e il ricongiungimento con gli umani di famiglia, in modo non ansiogeno, ma come un momento normale e anche piacevole della propria quotidianità.

È un articolo destinato dunque innanzitutto a tutti voi adottanti. Di seguito riporteremo alcune regole di base da applicare per aiutare il vostro galgo, greyhound o lurcher a gestire la solitudine e il distacco da voi e a vivere la casa come luogo sicuro, anche quando il cane non vi ha sotto il suo controllo visivo e quando voi siete assenti.

Il Galgo

Le sue origini secondo alcuni esperti si ritroverebbero in un antenato francese, secondo la tesi oggi più accreditata invece sarebbe discendente dallo sloughi arrivato in Spagna al seguito degli Arabi.

Se si osservano i caratteri morfologici del Galgo, che ne fanno un individuo intermedio fra il “Greyhound” e lo “Sloughi”, si può dire che discenda da levrieri orientali giunti nella penisola iberica dall’Africa settentrionale e dopo il VIII secolo, con gli arabi che denominarono gran parte dei territori.

Molti sostengono la teoria che l’attuale Galgo discenda direttamente dall’antico cane denominato “Lévrier galois”, giunto in Spagna dalla Gallia, ossia dalla Francia, insieme al popolo dei Celti, intorno al VI secolo prima di Cristo.

Il Galgo era già conosciuto in epoca romana. Sembra che il suo nome “Galgo”, sia la contrazione di “gallicus”.

E’ un cane da lavoro con la grande sfortuna di essere considerato mero bestiame. La durata della loro vita non coincide con quella biologica ma con la durata della loro vita “professionale”.

La metà dei cuccioli viene “scartata” (uccisa) già da subito. Crescendo, un altro quarto degli esemplari viene “eliminato” (ucciso) perché inadeguato alle aspettative di chi li ha fatti nascere.

Scartati pur essendo sanissimi. Lo scopo è quello di produrre un campione. Campioni nella caccia alla lepre e nella corsa in cinodromi.

Usati per lucro o per divertimento. La loro carriera professionale si conclude attorno ai 2-3 anni di vita quando, non più all’altezza delle aspettative, vengono eliminati nei modi più svariati.

I Galgo spagnoli nelle campagne iberiche e nelle zone rurali, spesso vivono in stalle sovraffollate in numero superiore a 10 soggetti. La maggior parte di essi non vede mai la luce del giorno se non in occasione delle battute di caccia. Le condizioni in cui vengono tenuti questi cani sono pessime; zero controllo sulle nascite, zero vaccinazioni.

Nelle regioni più arretrate – Estremadura, Castilla La Mancha, Castilla Leon – in nome delle tradizioni, alla fine della stagione di caccia, il cacciatore (galguero) deve eliminare il più perfidamente possibile il galgo che non lo ha onorato a sufficienza durante la stagione venatoria o che oramai è divenuto troppo vecchio.

Tristemente nota è la uccisione per impiccagione agli alberi.

I cani che non corrono a sufficienza sono impiccati ai rami più bassi, dove subiscono una morte lenta e dolorosa nota con l’espressione “Il pianista” per il frenetico tentativo di appoggiare le zampe a terra.

Quelli migliori nella corsa ma comunque non abili nel cacciare, sono appesi ai rami superiori, con conseguente morte più veloce.

Se non impiccati, vengono gettati vivi nei pozzi, legati alle auto e trascinati, abbandonati nelle campagne vivi ma con le zampe appositamente rotte (o viene loro sparato nelle zampe), lapidati, legati e lasciati morire di fame, annegati, bruciati con la benzina, sepolti vivi, avvelenati, torturati con bastoni in bocca affinché non abbaino e non si lamentino attirando così l’attenzione.

Parliamo di migliaia di cani l’anno, non di qualche caso isolato. Le stime sono certamente in difetto trattandosi di cani non registrati e fatti riprodurre a dismisura.

Solo di recente, a causa di lamentele circa l’impiccagione dei levrieri e dei loro latrati, i galguero hanno cominciato a portare i cani non desiderati nelle perrera (canili spagnoli).

Nascere galgos

Nascere galgo in Spagna è una disgrazia sempre.

Ma se vieni al mondo nelle province più arretrate:

Estremadura

Andalusia

Castilla-La Mancha

Castilla-Leon

Madrid

sei condannato a una breve vita di stenti e a una morte spesso atroce.

In Spagna tutti possono allevare galgo, basta possedere un maschio e una femmina e la riproduzione avviene senza limiti o controlli.

Le femmine sono destinate alla riproduzione, dopo aver cacciato per qualche anno, sono costrette a sfornare una cucciolata dopo l’altra, come macchine. Quando si ammalano o sono sfinite dai

continui parti, vengono eliminate.

Alcuni galgueros tengono i loro cani come richiesto dalla legge, ma la maggior parte di loro non li considera come esseri viventi, solo come oggetti utili solo al fine della caccia.

Di conseguenza, i cani sono tenuti in condizioni misere, stipati in baracche, chiusi in recinti polverosi o fangosi all’addiaccio o in buche scavate sotto terra, al buio.

Sono deprivati di qualsiasi contatto umano e brutalmente picchiati e maltrattati.

I galgos sono nutriti e abbeverati solo lo stretto indispensabile per sopravvivere.

Ogni tanto viene loro gettato del pane secco e possono bere acqua stagnante da contenitori sporchi.

E’ facile immaginare che non siano fatte terapie per i parassiti o vaccini. Anzi, i cani vivono spesso in condizioni igieniche precarie in mezzo ai loro escrementi.

Sono scheletrici e solcati da piaghe, perché costretti a sdraiarsi direttamente sul terreno duro e le ossa sporgenti bucano la loro pelle sottile.

Un unico galguero può possedere anche dozzine di cani.

La maggior parte, senza tatuaggio o microchip. Unici segni d’identificazione sono tagli praticati nelle orecchie,

mediante forbici e senza anestesia.

Alla maggior parte dei galgos viene anche amputato il quinto dito,

per evitare che si feriscano correndo.

Il dito è spesso mozzato brutalmente per mano dello stesso galguero.

A parte la caccia, la loro vita scorre senza stimoli.

In sostanza, vivono privi di ogni contatto umano, non ricevono nessuna manifestazione di affetto.

Nella maggior parte dei casi vivono fino a due o tre anni, poi sono rimpiazzati.

Solo le fattrici sono tenute in vita più a lungo.

I governi di queste autonomie fanno pochissimo per cambiare la situazione dei galgos.

Questo perché molti dei loro membri, sono essi stessi cacciatori.

S’ipotizza che siano 50/60.000 i galgos scartati ogni anno.

Sono cifre stimate per difetto, il numero esatto dei galgos eliminati alla fine di gennaio,
quando la stagione della caccia termina, non può essere conosciuto.

Differenze tra Greyhound e Galgos


DIFFERENZE TRA GREYHOUND E
GALGOS
Entrambi Greyhound e Galgos
appartengono al gruppo dei levrieri.
Sono sighthound, ovvero cacciano a
vista, a differenza di altre razze che
cacciano a fiuto. Possono avvistare
una preda in movimento a centinaia
di metri di distanza. Nonostante
siano in apparenza molto simili,
presentano alcune differenze sia fi
siche che di carattere.

DIMENSIONI
La prima evidente differenza tra
Greyhound e Galgos è sicuramente la
taglia. Infatti i Greyhound maschi
hanno un’altezza al garrese di 70-76
cm e le femmine di 62-70 cm, mentre
i Galgos maschi hanno un’altezza al
garrese di 62-70 cm e le femmine di 60-68 cm. I Galgos sono quindi
leggermente più piccoli e in media il
maschio Galgo ha più o meno le
stesse dimensioni della femmina
Greyhound.

COSTITUZIONE
I Greyhound hanno una muscolatura
più pronunciata rispetto ai Galgos e
una gabbia toracica più profonda. La
testa dei Galgos è più allungata e
stretta con orecchie più grandi; la
coda più lunga e leggermente ricurva
all’estremità; il collo più longilineo del Greyhound e più flessibile. Il Galgo
può sedersi, mentre per il Greyhound
è spesso difficile riuscire a piegare
gli altri posteriori muscolosi per
trovare una posizione seduta
confortevole.
Greyhound e Galgos hanno una pelle
sottile e priva di grasso e questo li rende più vulnerabili alle basse o alte
temperature. In particolare i
Greyhound sono poco tolleranti al
caldo eccessivo e i Galgos al freddo.

CORSA
Entrambi Greyhound e Galgos sono
dei veri atleti. Ma mentre i
Greyhound sono dei velocisti su
distanze brevi e possono
raggiungere i 70 km/h in pochi
secondi, i Galgos sono meno veloci
ma più resistenti; i Greyhound
eccellono su superfici dritte e piatte,
i Galgos sono invece più agili e adatti
anche a terreni sconnessi. Vengono
infatti usati come cani da lavoro per
scopi diversi. I Greyhound
provengono da Inghilterra e Irlanda
dove vengono impiegati nelle
corse.I Galgos provengono invece da Spagna e Portogallo dove vengono
utilizzati per la caccia.

CARATTERE
Sono due razze molto simili per
temperamento; molto docili, tranquilli
e affettuosi, si affezionano tantissimo
alla famiglia che li accoglie.
Probabilmente per il loro passato
traumatico, i Galgos tendono ad
essere più timidi con le persone
che non conoscono e un po’ più
timorosi i primi tempi dell’adozione.
Entrambe le razze amano il contatto
con le persone e sono molto
mansuete e pazienti con i bambini.
Vanno generalmente d’accordo con i
cani di altre razze, ma mentre non
tutti i Greyhound sono adatti alla
convivenza con gatti e cani di piccola
taglia, i Galgos tendono ad essere piùadattabili sotto questo aspetto.
Greyhound e Galgos non sono cani
adatti alla guardia o alla difesa;
amano stare in compagnia e poter
passare gran parte della loro
giornata distesi su superfici morbide.

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La Giardia

Giardia è un genere di piccoli parassiti unicellulari protozoi presente nel tratto gastrointestinale della maggior parte dei mammiferi domestici e selvatici, incluso l’essere umano. La Giardia può infettare anche i volatili domestici e selvatici. La Giardia è presente in tutto il mondo. Tale organismo è caratterizzato da un ciclo vitale diretto. I cani contraggono l’infezione quando ingeriscono la forma cistica (denominata “oocisti”) di questo parassita bevendo acqua contaminata, mangiando cibo contaminato, leccando pelo contaminato o venendo a contatto con feci contaminate presenti nell’ambiente.
Le cisti albergano nella parte superiore dell’intestino tenue del cane, nota come duodeno. Qui, ogni cisti produce molteplici larve mobili, denominate trofozoiti. Questi ultimi si riproducono asessualmente all’interno dell’intestino tenue del cane mediante un processo denominato “fissione binaria”. Fondamentalmente, i trofozoiti maturi replicano dividendosi in due parti distinte, ognuna delle quali in seguito diviene un organismo Giardia individuale.
Questi parassiti irritano e danneggiano il rivestimento intestinale del cane. Ciò compromette la digestione, riduce la superficie assorbente, causa dolore addominale e consuma tutte le sostanze nutritive essenziali per la salute del cane. Alla fine, prima di lasciare il tratto gastrointestinale del cane, i trofozoiti incistano (si trasformano in cisti) e vengono espulsi in modo discontinuo in tale forma nelle feci del cane infetto. Raramente, vengono espulsi su base costante nelle feci. In ogni caso, le cisti sono molto resistenti e possono sopravvivere per settimane o mesi una volta libere nell’ambiente, specie nei climi freschi, umidi. Le oocisti sono immediatamente infettive per gli animali che le ingeriscono. Quando ciò accade, il ciclo dell’infezione da Giardia ha nuovamente inizio.

Segni e sintomi.

Molti cani infetti da Giardia presentano una infezione latente o subclinica, ovvero non manifestano sintomi evidenti di malattia. Tuttavia, i parassiti danneggiano il rivestimento intestinale degli animali che infettano, compromettendo la digestione e consumando completamente le sostanze nutritive di cui gli animali necessitano. Gli effetti della Giardia sono maggiormente pronunciati nei cani giovani, anziani e in quelli con sistema immunitario compromesso. La diarrea profusa, che spesso accompagna la giardiasi, di solito causa anche una grave disidratazione.
La Giardia può causare una serie di sintomi gastrointestinali nei cani domestici. Il proprietario può notare uno o più dei seguenti sintomi:
• Perdita di appetito (inappetenza, anoressia)
• Perdita di peso
• Feci con emissione di sangue (ematochezia)
• Feci di colore chiaro
• Abnorme eliminazione di grassi con le feci (steatorrea)
• Diarrea (può essere acuta, cronica o discontinua; spesso le feci si presentano poco formate o liquide;
spesso profusa e acquosa)
• Flatulenza
• Feci anormalmente maleodoranti
• Dolore addominale (crampi, nausea)
• Letargia (stanchezza)
• Debolezza
• Disidratazione (può essere grave)
• Febbre (occasionale, non comune)
• Vomito (occasionale, non comune)

Regolari visite di check-up dal veterinario, inclusi esami delle feci, di solito possono identificare le infezioni da Giardia. Questi esami sono particolarmente importanti alla fine dell’estate, dopo la stagione calda.

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